La pianificazione a testa in giu`

Il mondo gira alla rovescia, di questi tempi. Nel Circondario imolese vengono annunciati mirabolanti progetti (o meglio, [I]master plan[/I]) che coinvolgono ampie fasce di terreni agricoli destinati, nelle intenzioni, a divenire altro.
Non vorrei passare per illiberale, ma ritengo che il Pubblico, inteso come amministrazioni locali, abbia come ruolo principale il governo del territorio, indicando cosa si può fare e dove. Tutto questo compatibilmente con vincoli di natura sociale, economica, ambientale e (perché no) culturale.
Oggi invece assistiamo al ribaltamento di questa logica, e vediamo pubblici amministratori cui viene indicato cosa si vuole fare e dove, compatibilmente con i desideri degli stessi promotori dei progetti.
Addirittura si arriva a osannare l’ampia presenza di verde tra le nuove costruzioni: peccato che il preesistente sia verde e basta…
E questi stessi amministratori diventano ferventi sostenitori, pronunciano dei sì preventivi senza preoccuparsi del loro futuro ruolo di tutori del bene collettivo.
E allora

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